sabato 25 settembre 2010

chimera


Questo personaggio è nato dal fuoco del forno primitivo di carta. La sua testa è in grado di abbandonare il corpo e volare, cambiare e tornare sul corpo rimasto in preda del sonno.
L'ho creato nella mia immaginazione prima, poi sulla carta, poi nella terra e ora è tornato nella mia fantasia in attesa di riprendere il volo.

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venerdì 2 luglio 2010

Creare per distruggere con allegria

























Per molto tempo,durante la festa del paese, la rottura delle pignatte, più che un gioco, era un rito, una tradizione antica, che tentava la fortuna, quella di trovare e rompere la pignatta con i regali più belli o più appetiti che una volta erano dolci e qualche soldino. Ad una corda, sospesa tra due alberi o pali conficcati nel terreno, si appendevano delle pignatte piene di coriandoli, dolci, regalini, soldi o segatura o acqua. I concorrenti a turno venivano bendati, poi fatti girare come trottole per far perdere loro il senso della direzione. Una volta liberati, i concorrenti dovevano vibrare colpi con un bastone per colpire le pignatte. La gente, attorno, stando attenta ad evitare i colpi andati a vuoto, dava indicazioni al concorrente, molte volte confondendolo o guidandolo a seconda se gli spettatori erano "avversari" o "amici" del bendato.

Nel contesto della festa per la transumanza dei bovini in Val Po, in Piemonte, il nostro gruppetto di "Artivaganti" si è impegnato a fare dei vasi d'argilla belli. Si prova anche piacere a fare le cose belle e quando riescono bene ... si spaccano!
La metafora è semplice. Anche allevare è fatica, passione e amore. Si fanno nascere vitelli o agnelli, ma il loro destino non è diverso da quello delle pignatte.
Il pubblico che ha preso parte all'antico gioco ha fatto sì che l'opera non fosse rappresentata dai vasi modellati, ma dalla la loro distruzione.


Nessun moralismo, solo che allevare, uccidere, mangiare animali non è una cosa da nulla, merita attenzione, meditazione.

http://www.artivaganti.com




lunedì 7 giugno 2010








Giornata dell'arte. Saluzzo 28.5.2010. Artisti, bambini delle elementari e materne con maestri e maestre all'opera. Luogo la ex caserma Mario Musso. Nel cortile furono fucilati 11 partigiani. Decidiamo di riportarli in vita con noi a godere un attimo della libertà che avevano scelto.

Dei bambini mimano il caduto che si risolleva aiutato da un compagno che lo richiama alla vita.
Altri bambini ricalcano le ombre proiettate dal sole, poi colorano coi gessetti colorati, colori caldi, colori freddi. Le ombre svaniranno... Intitoliamo l'opera "Tornate con noi".














































































venerdì 21 maggio 2010

opera collettiva
















Mentre le terre modellate da artisti, artigiani e altri spiriti creativi cuocevano in un forno primitivo costruito in giornata nel cortile d'onore di una ex-caserma, ognuno di noi lasciava un segno su un grande pannello d'argilla. Le mie tracce insieme a decine di altre sono ora in questo grande quadro collettivo.


Come in un'antica cerimonia, la legna bruciava, il fuoco cuoceva le terre a più di 800°C in un forno le cui pareti erano fatte di tessuto, carta e argilla. Era il settembre 2009 a Saluzzo.







mercoledì 12 maggio 2010

Potons d'unvern. Il primo




Ho disegnato due libri d'arte per il poemetto di Claudio Salvagno.


Questo è il primo, mosso da questi versi:




"...dopo la neve il pensiero è azzurro / ma dietro, dietro il pensiero la neve è di sogno..."


e


..."Se ora mi leggi, sognami / fammi di sogno, addormentati. Vieni nuovamente voce / vieni come dal telefono a soffi / sul viso vengono le tue consonanti / soffiami, fammi d'alito, fammi di suono, / e di cielo, fammi d'acqua e ghiaccio, fammi fiocco / nevicami, alzami, alzami da terra."










Potons d'unvern ovvero Baci d'inverno

Immagini evocate dal poemetto di Claudio Salvagno.

Il testo di Claudio Salvagno, è ispirato alle donne che non hanno voce, è dedicato alle donne in situazione di sofferenza, nella speranza che i loro sguardi si alzino, e nella sofferenza trovino brevi momenti di pausa e di straniamento, con la speranza che una qualche parola possa lenire la realtà che in vari modi opprime, mortifica e rende mute le creature terrestri.
I testi guardano alla neve come metafora purificatrice e come pulviscolo cosmico.































"Prima di cadere, prima di salire come lievito, / prima di diventare pane, dentro la madia del cielo, / cosa era questa neve che mi cade dentro / la bocca e mi brucia di freddo? / Cosa eravamo noi prima?..."

..."Nonno la luna lassù to' guarda, che gioia / che gioia, fa mestolo, - il pane è cotto - lei dice / - vieni La Bella - porta il latte, vieni Venere, intingiamo il pane..."
Immagini che nella mia mente si sono collegate a quelle precedenti dell'uccellino "regolo":
..."Tic / tic tic, Tu tutto solo nel vai e vieni dei voli. / E per esibirti sul tuo cappellino sempre un pizzico d'arnica / vai così tutto attillato. E nuovamente tic tic dentro il bosso / ma cosa vai cercando di là dai vetri ... E ancora tuc / tuc dentro il mio corpo. E nuovamente tic tic risponde il Tuo cuore, / ma cosa becchi mio piccino... Zia Bianca / in tanto latte non una crosta ti ha lasciato, non polenta / mio piccino ... to' to' uccellino, vieni vieni uccellino to' / to', vieni vicino a me... ancora più vicino ... quanto zucchero? c'è il caffe." (C. Salvagno)




















Il poemetto in occitano di Claudio Salvagno meritava di nutrire un libro d'arte, com'era intenzione del poeta di Bernezzo. 51 artisti hanno ricevuto ispirazione dai suoi versi.
Questo è il mio.


opere in Florida




Si tratta di un viaggio semivirtuale. Tre miei lavori sono volati a Tampa, Florida: a distanza di 55 anni una parte di me è tornata nei luoghi della memoria d'infanzia. Per questo ho derogato al patto con me stesso di mettere da parte l'arte delle gallerie. Così queste tre "copie dal vero" dal divano di casa mia sono passate alla parete di una simpatica galleria della Florida, Tempus Project, in occasione della mostra "Grey Matter", un po' imbarazzato fra tanti bravi artisti.

Cielo caldo di Florida
aereo passa nella notte
dito in alto lo mira
occhio lo rimira
con le sue luci bianche e rosse
vola via
il suono arriva
dopo













































opera interattiva









Un tampone per le impronte, tanti cartellini con lo spazio per le impronte che danno un volto ai profughi, l'invito a prendere un cartellino quando ogni volto ha un'impronta. Tanti cartellini, tante opere create col contributo di tanti. (Opera presentata a Segni20x20, Torino 2008).