venerdì 21 maggio 2010

opera collettiva
















Mentre le terre modellate da artisti, artigiani e altri spiriti creativi cuocevano in un forno primitivo costruito in giornata nel cortile d'onore di una ex-caserma, ognuno di noi lasciava un segno su un grande pannello d'argilla. Le mie tracce insieme a decine di altre sono ora in questo grande quadro collettivo.


Come in un'antica cerimonia, la legna bruciava, il fuoco cuoceva le terre a più di 800°C in un forno le cui pareti erano fatte di tessuto, carta e argilla. Era il settembre 2009 a Saluzzo.







mercoledì 12 maggio 2010

Potons d'unvern. Il primo




Ho disegnato due libri d'arte per il poemetto di Claudio Salvagno.


Questo è il primo, mosso da questi versi:




"...dopo la neve il pensiero è azzurro / ma dietro, dietro il pensiero la neve è di sogno..."


e


..."Se ora mi leggi, sognami / fammi di sogno, addormentati. Vieni nuovamente voce / vieni come dal telefono a soffi / sul viso vengono le tue consonanti / soffiami, fammi d'alito, fammi di suono, / e di cielo, fammi d'acqua e ghiaccio, fammi fiocco / nevicami, alzami, alzami da terra."










Potons d'unvern ovvero Baci d'inverno

Immagini evocate dal poemetto di Claudio Salvagno.

Il testo di Claudio Salvagno, è ispirato alle donne che non hanno voce, è dedicato alle donne in situazione di sofferenza, nella speranza che i loro sguardi si alzino, e nella sofferenza trovino brevi momenti di pausa e di straniamento, con la speranza che una qualche parola possa lenire la realtà che in vari modi opprime, mortifica e rende mute le creature terrestri.
I testi guardano alla neve come metafora purificatrice e come pulviscolo cosmico.































"Prima di cadere, prima di salire come lievito, / prima di diventare pane, dentro la madia del cielo, / cosa era questa neve che mi cade dentro / la bocca e mi brucia di freddo? / Cosa eravamo noi prima?..."

..."Nonno la luna lassù to' guarda, che gioia / che gioia, fa mestolo, - il pane è cotto - lei dice / - vieni La Bella - porta il latte, vieni Venere, intingiamo il pane..."
Immagini che nella mia mente si sono collegate a quelle precedenti dell'uccellino "regolo":
..."Tic / tic tic, Tu tutto solo nel vai e vieni dei voli. / E per esibirti sul tuo cappellino sempre un pizzico d'arnica / vai così tutto attillato. E nuovamente tic tic dentro il bosso / ma cosa vai cercando di là dai vetri ... E ancora tuc / tuc dentro il mio corpo. E nuovamente tic tic risponde il Tuo cuore, / ma cosa becchi mio piccino... Zia Bianca / in tanto latte non una crosta ti ha lasciato, non polenta / mio piccino ... to' to' uccellino, vieni vieni uccellino to' / to', vieni vicino a me... ancora più vicino ... quanto zucchero? c'è il caffe." (C. Salvagno)




















Il poemetto in occitano di Claudio Salvagno meritava di nutrire un libro d'arte, com'era intenzione del poeta di Bernezzo. 51 artisti hanno ricevuto ispirazione dai suoi versi.
Questo è il mio.


opere in Florida




Si tratta di un viaggio semivirtuale. Tre miei lavori sono volati a Tampa, Florida: a distanza di 55 anni una parte di me è tornata nei luoghi della memoria d'infanzia. Per questo ho derogato al patto con me stesso di mettere da parte l'arte delle gallerie. Così queste tre "copie dal vero" dal divano di casa mia sono passate alla parete di una simpatica galleria della Florida, Tempus Project, in occasione della mostra "Grey Matter", un po' imbarazzato fra tanti bravi artisti.

Cielo caldo di Florida
aereo passa nella notte
dito in alto lo mira
occhio lo rimira
con le sue luci bianche e rosse
vola via
il suono arriva
dopo













































opera interattiva









Un tampone per le impronte, tanti cartellini con lo spazio per le impronte che danno un volto ai profughi, l'invito a prendere un cartellino quando ogni volto ha un'impronta. Tanti cartellini, tante opere create col contributo di tanti. (Opera presentata a Segni20x20, Torino 2008).